Aprile 16, 2024
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Come ormai noto il DM n. 63 del 5 aprile 2023 ha reso operative le figure del docente tutor e orientatore nella scuola secondaria di secondo grado. Da una prima lettura, forse anche frettolosa, i requisiti descritti nel decreto sembravano categorici, per poi apprendere che sono solo “preferibili”. Immaginiamo che nel caso di un numero di disponibilità maggiore rispetto ai fondi assegnati i criteri per la scelta del tutor e/o dell’orientatore ricade prioritariamente su chi ha i requisiti descritti nel decreto. Dunque alla domanda se il docente incaricato annuale di religione possa candidarsi quale tutor nell’istituzione scolastica in cui presta servizio, non possiamo che sottolineare che è assolutamente possibile. Da un punto di vista normativo dunque nulla osta, di certo però interviene anche un altro fattore quello della retribuzione. Le cifre diffuse da un minimo di 2850 euro ad un massimo di 4750 euro sono da intendersi come lordo Stato, in altri termini bisognerà decurtare subito circa il 31%, la somma ottenuta di fatto. Consideriamo che ad un docente venga assegnato il massimo consentito dal decreto cioè 4750 euro:

Il netto con un imponibile IRPEF massima del 25% è di 2438,98 mentre qualora un docente che percepisce oltre i 28mila euro di stipendio all’anno, il netto si assottiglia ulteriormente percependo 2113,79. Molti docenti a cui si chiederà di fare da tutor sono in quest’ultima situazione in quanto percepiscono una retribuzione di partenza superiore a 28mila euro l’anno. L’impegno richiesto è fin da subito un corso di 20 ore (non retribuito), riguardo i compiti della “nuova” figura nella scuola e poi nel corso di un triennio, ove ricorrano le condizione di continuità, di seguire da un minimo di 30 studenti per cui si percepirà il minimo previsto dal decreto (2850 euro l.s. pari a 1268 euro netti) fino ad un massimo di 50 studenti per il massimo previsto, così come sopra descritto. Un impegno di lavoro che dura 10/11 mesi l’anno e che, a seconda della tipologia dell’istituto (professionale, tecnico o liceo) può impegnare il docente tutor fino a 50 ore al mese in orario extracurricolare. Se dovessimo rapportare un’attività media pari a circa 30 ore mensili (300 ore annue) per un gruppo di 50 studenti per l’importo assegnato alla mansione di tutor, la retribuzione oraria netta è di circa 7 euro l’ora… Ciascuno tragga le proprie conclusioni. Si poteva fare di più e meglio e la figura del tutor, richiesta dall’Europa ed inserita nelle finalità per la scuola nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e attuata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito potevamo farne anche a meno e puntare ad un miglioramento complessivo del salario di tutto il personale della scuola.

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