Ricorsi

RICORSO RIQUALIFICA E/O RISARCIMENTO DEL DANNO

La Corte di Giustizia Europea nella sentenza del 13 gennaio 2022, ha fissato il seguente principio di diritto: “La clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso, da un lato, che essa osta a una normativa nazionale che esclude gli insegnanti di religione cattolica degli istituti di insegnamento pubblico dall’applicazione delle norme dirette a sanzionare il ricorso abusivo a una successione di contratti a tempo determinato, qualora non esista nessun’altra misura effettiva nell’ordinamento giuridico interno che sanzioni detto ricorso abusivo, e, dall’altro, che la necessitàdi un titolo di idoneitàrilasciato da un’autorità ecclesiastica al fine di consentire a tali insegnanti di impartire l’insegnamento della religione cattolica non costituisce una «ragione obiettiva» ai sensi della clausola 5, punto 1, lettera a), di tale accordo quadro, nella misura in cui tale titolo di idoneità è rilasciato una sola volta, e non prima di ogni anno scolastico che dà luogo alla stipulazione di un contratto di lavoro a tempo determinato”.

Nella stessa direzione vanno le varie sentenze della Corte di Cassazione, che cassando i ricorsi del Ministero dell’Istruzione a seguito di soccombenza, hanno stabilito che, seppur permane l’impossibilità della conversione del contratto a tempo indeterminato deve comunque essere riconosciuto un risarcimento del danno quantificabile fino ad un massimo di 12 mensilità. Sarà il giudice a stabilire l’ammontare del risarcimento.

Le nostre condizioni per aderire al ricorso:

  • Iscrizione al Sindacato, condizione necessaria.
  • COSTO TASSA TRIBUNALE 259,00 ( la tassa si riferisce al ricorso singolo – l’importo di €259,00 si suddivide se sullo stesso tribunale sono presenti più ricorrenti)
  • Al termine del procedimento, in caso di vittoria, il versamento del 5% allo studio legale più oneri di legge.
  • COSTO AVVOCATO INIZIALE A CARICO DEL SINDACATO
  • In caso di RIGETTO NULLA è DOVUTO da parte del ricorrente.

Sarà organizzato un incontro tra l’ufficio legale, gli avvocati estensori e i potenziali ricorrenti la prima settimana di dicembre al termine della manifestazione di interesse.

ABBIAMO GIA’ VINTO PRESSO I TRIBUNALI DI:

AREZZO – ASTI – ROMA – VERBANIA

AI ricorrenti è stato riconosciuto una mensilità all’anno per ogni anno di precariato oltre i 3. Ad esempio: Daniela ricorrente presso il tribunale di Verbania, docente dal 2013, che ha partecipato al ricorso nel 2022 e che ha maturato 6 anni di precariato oltre i tre anni, sono stati riconosciuti 6 mensilità, la sua retribuzione mensile globale è di € 2200,00 circa, dunque gli è stato riconosciuto quale risarcimento € 13200,00 (cioè €2200,00×6). Tale riconoscimento è netto e non tassato e non va nemmeno dichiarato nelle tasse in quanto non soggetto a reddito.

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ENTRO IL

28 febbraio 2023

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RICORSO CARTA DOCENTI 3° GRUPPO ADESIONI ENTRO IL 28 FEBBRAIO 2023 RICORSO

Diritto-Dovere è quello di formarsi e aggiornarsi per il personale docente. Ad affermarlo è il Consiglio di Stato che riconduce la dottrina agli art. 64 e 66 del CCNL vigente.

La Sentenza afferma che la formazione è necessaria per tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, così anche gli “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell’art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell’art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un’indiscutibile identità di ratio – la già ricordata necessità di garantire la qualità dell’insegnamento – che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.

Con motivazioni che mettono al centro della discussione il valore indiscusso del Contratto, i docenti di religione, incaricati annuali e dunque a tempo determinato, sono pienamente riconosciuti nella loro funzione docente e nella piena equiparazione al restante personale di ruolo della scuola, il Consiglio di Stato ha operato un primo e significativo atto di giustizia e di equità. (G.F.)

Attenzione però, come per tutti i ricorsi, ne sono beneficiari solo i ricorrenti, salvo una decisione politico legislativa futura

ADERISCI AL NUOVO RICORSO PER LA CARTA DOCENTE

COSTO TASSA TRIBUNALE € 29,00

IL RICORSO E’ PER GLI ISCRITTI E COLORO CHE SI ISCRIVONO AL SINDACATO

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